Il sollievo non deve fare male.
Non è uno slogan. È il motivo per cui esiste Vitalis.
Il mercato delle calze a compressione parla una lingua sola: quella del camice e del millimetro di mercurio. Una lingua che alle donne con le caviglie gonfie dice che il loro corpo è un problema da gestire, che il sollievo si guadagna sopportando la morsa, e che se fa male è normale, ci si abitua.
A noi non è mai sembrato normale.
Non la compressione graduata: quella funziona, e lo diciamo con onestà. Abbiamo rifiutato l'idea che il supporto debba essere scomodo per essere vero. Che chi ha i polpacci larghi debba arrangiarsi. Che una calza non possa essere morbida, fresca e facile da infilare, e allo stesso tempo utile.
Il ragionamento è corto: una cosa scomoda non la indossi ogni giorno, e una cosa che non indossi ogni giorno non ti aiuta.
Monica, la fondatrice. Non parla come un medico, perché non lo è, e questo settore è già pieno di camici. Viene dai tessuti, aveva lo stesso identico problema delle donne per cui lavora, e si è rifiutata di accettare l'equazione fra supporto e morsa.
Le nostre calze non sono un presidio medico e non curano niente. Non promettiamo vene che spariscono né gambe rimesse a nuovo. Quello che la compressione graduata leggera sa fare è contenere gonfiore e pesantezza in chi passa ore in piedi o ferma, ed è già parecchio.
La regola che ci siamo dati è semplice: si può dire meno, non si può dire il falso.